La gastronomia romana si distingue per bontà e praticità.
Ogni sera le numerose trattorie della capitale, attraverso la vasta offerta di cui dispongono, vi permetteranno di assaporare i prodotti tipici della zona.
Se non sapete dove andare, fidatevi delle poche osterie fuori porta e delle trattorie del Trastevere che utilizzano ancora i metodi più tradizionali per cucinare.
Tutti i locali romani si distinguono per la qualità delle loro preparazioni e per l' ospitalità dei venditori.
Ingredienti genuini, legati alla produzione dell' orto e del pascolo, semplici, ma qualche volta troppo calorici.
Nella gastronomia romana viene utilizzato molto lo strutto di maiale e l' olio.
Tra le carni preferite la trippa, il rognone, il cuore, il fegato e le animelle, il guanciale, la porchetta romana e abbacchio (agnello da latte).
Il giovedì gli immancabili gnocchi fati col semolino e gratinati al forno e la domenica le tagliatelle paia e fieno, rigorosamente fatte in casa, condite con piselli e prosciutto cotto.
Il "porco" è senz' altro l' animale più mangiato in queste zone: rinomata la coda alla vaccinara.
Immancabili, in quasi tutte le ricette, i pomodorini, il peperoncino e il pepe.
Tanto cacio romano, ricotta, pecorino e tante verdure: carciofi, peperoni, verdure varie, zucchine e cicorie con le famosissime puntarelle.
E poi vino pregiato e tanti dolci.
Una curiosità: il 9 giugno di ogni anno, uno dei più antichi forni di Roma il "Panella" in via Merulana offre il proprio pane gratuitamente in onore della dea della fertilità: Cerere.
Ovviamente non si tratta di pane "semplice" ma del panis ferreus fatto con farro e condito con lardo, pancetta e con tanto altro ancora.